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Come studiare un business con il metodo growth hacking marketing

Growth Hacking Marketing cos’è?

Growth Hacking Marketing cos’é?

Il Growth Hacking Marketing è un metodo scientifico che permette di studiare e analizzare un brand, una startup, il lancio di un prodotto o servizio con il minor budget possibile e applicando processi che permettono all’azienda di generare valore nel tempo.

Il valore dell’azienda può variare sulla base dei suoi obiettivi che possono essere:

  • crescita degli utenti all’interno del sito web
  • aumento delle vendite
  • brand awareness

Implementare un processo che vede protagonisti l’analisi e focalizzazione del potenziale target/consumatore per capire i loro bisogni reali e studiare il valore aggiunto dell’azienda. Quindi è necessario creare un funnel adattato all’azienda che possa portare i potenziali utenti e convertirli in clienti.

Aziende come Netflix, Google, Facebook e Coca Cola hanno implementato strategie di Growth Hacking per avere una crescita rapida, ripetibile e misurabile nel tempo.

Ma non solo i grandi Brand, nel caso in cui un’azienda vuole inserirsi nel mercato digitale può avvalersi di strategie di Growth Hacking Marketing in modo da sviluppare l’idea che sia implementabile all’interno di un mercato, misurabile e ripetibile nel tempo.

Con l’applicazione di un metodo scientifico per il raggiungimento degli obiettivi di business, ogni azione è un esperimento a cui corrisponde una KPI (una metrica di lettura) da tracciare e analizzare.

Avviare un processo automatizzato (Growth Machine) che sia scalabile, prevedibile, ripetibile e misurabile nel tempo. Infatti, per avviare questo processo è necessario strutturare un business model in un’azienda e studiare i vari aspetti del funnel.

Ecco un esempio di Business Model.

Il Funnel AARRR, in cosa consiste?

Il Funnel AARRR è composto da una serie di attività di un business che permettono il raggiungimento di un obiettivo, e sono:

  • Acquisition
  • Activation
  • Retention
  • Refferal
  • Revenue

Acquisition, corrispondono alle attività per intercettare il target di riferimento attraverso la customer segmentation, customer journey, lead generation strategy.

Activation, va a misurare quando un utente compie un’azione all’interno del sito web. Ad esempio la compilazione del contact form, oppure l’inserimento di un prodotto nel carrello.

Retention, è quell’attività con cui si studia come mantenere e fidelizzare il cliente, attraverso tecniche che permettono di  riportare gli utenti ad acquistare il servizio e ridurre il churn rate (tasso di disattivazione). Questo avviene grazie ai programmi di loyalty program design, gamification.

Refferal, è il coefficiente di viralità, le metriche obiettivo di appositi programmi di refferal. Il refferal è quell’attività che permette l’acquisizione di nuovi utenti abbattendo i costi di acquisizione. Ne sono un esempio i programmi di link affiliate.

Revenue, ognuna delle precedenti fasi, viene ottimizzata per fare ROI, focalizzandosi sul modello di Pricing o su metriche come la monetizzazione in modo più strutturale. Una delle attività può essere quella di testare il prezzo, far leva sulla propria Value Proposition.

Il growth hacking può essere applicato a qualsiasi caso e sulla base delle esigenze di un’azienda. Gli aspetti da verificare sono esattamente i risultati che vuole raggiungere un’azienda o un brand e su quali fasi del loro funnel vogliono migliorare.

Growth Hacking: i modelli e strumenti di analisi

Ecco i modelli e gli strumenti che aiutano a sviluppare e studiare una strategia di Growth Hacking:

  • Empathy Map, è la mappa con cui si studia come entrare in empatia con i potenziali fruitori del prodotto. Attraverso lo studio del contesto in cui vive una persona, quindi: bisogni, comportamenti, timori, conoscere chi e cosa influenza le decisioni di acquisto di una persona.
  • SWOT Analisys, è un grafico in cui vengono identificati punti di forza e di debolezza di un business.
  • Business Model, un modello dove viene messo nero su bianco la value proposition di un’azienda, partner, attività, customer relationship, customer segmentantion, canali di promozione e distribuzione del prodotto, risorse, costi di struttura, revenue stream.
  • Customer Journey, mappa con cui si traccia il percorso che svolge una persona da quando viene a conoscenza del prodotto all’uso dello stesso
  • Bullseye framework, non è altro che un modello dove vengono inseriti i possibili canali di promozione di un prodotto. Si verifica quali canali possono portare al raggiungimento degli obiettivi
  • Measurement plan, il piano con cui si inseriscono gli obiettivi di business, e ad ogni obiettivo si identifica un’azione e la metrica da analizzare
  • Hook Model, è il modello che può aiutare l’azienda a costruire prodotti che siano in grado di diventare delle abitudini per le persone

A chi può essere utile il Growth Hacking?

C’è molto di più da dire sul Growth Hacking, come molti pensano non è un metodo che può essere applicato solamente alle startup, tutt’altro, può essere applicato per un’azienda di piccole o grandi dimensioni, libero professionista e blogger, per il lancio di un nuovo prodotto o servizio, anche per un’attività locale.

Il Growth Hacking permette di verificare se un’idea è compatibile con il mercato, investendo denaro il meno possibile (MVP, minimum viable product).

Un modo per poterlo fare è con lo sviluppo di landing page, campagne di fundraising, pre-order pages.

Conclusioni.

Il Growth Hacking Marketing è un metodo scientifico in cui aziende, professionisti possono crescere grazie al mercato digitale, e implementando strategie di marketing offline. Questo anche grazie allo studio di dinamiche e processi, con l’applicazione di strumenti adatti alle esigenze delle aziende e dei potenziali fruitori del prodotto o servizio.

Questo mio post è una guida generale sul Growth Hacking Marketing, sicuramente c’è molto di più in gioco.

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