Web Marketing

Fashion e Web Marketing

Continua il mio giro di interviste, questa è la volta di Claudia Giordano, Fashion Journalist e Web Marketing Specialist, Blogger di BlondyWitch.comConosco Claudia da parecchio tempo, quello che ho sempre apprezzato di lei è il suo modo di comunicare la moda e il modo di fare content marketing in questo settore. Come tutte le persone che ho intervistato, anche a lei ho rivolto tre domande di approfondimento, precisamente affrontiamo: gli aspetti del web marketing fashion, come è cambiato il marketing del fashion grazie al Digital e infine parliamo del suo nuovo progetto, Fashion Forward.

Prima dell’intervista, una breve biografia di Claudia e della sua esperienza nel web marketing fashion…

Fashion Journalist e web marketing specialist, mi sono laureata alla magistrale di Scienze della Moda e del Costume presso La Sapienza di Roma per poi specializzarmi nel web marketing e nella comunicazione di moda attraverso Master e corsi di settore. Milanese di nascita, ma romana d’adozione, sono appassionata di moda da sempre: a 3 anni disegnavo abiti e il mio sogno era di diventare una stilista, per questo durante l’Università ho anche seguito un corso di stilismo presso l’Istituto Italiano della Moda. Dopo un’esperienza lavorativa sul web come editor e consulente di moda nel settore wedding però, capisco che la comunicazione di moda, unitamente al marketing, sono le mie più grandi passioni e decido di farne la mia professione: nel 2013 nasce il mio blog personale, blondywitch.com da dove inizia la mia carriera nel mondo del web.

Dopo ulteriori studi di settore, legati soprattutto alla SEO e al social media marketing, attualmente lavoro come content editor, copywriter e social media manager per siti web, agenzie di comunicazione e liberi professionisti e da poco ho fondato con Giovanna Vitacca, esperta di comunicazione moda, una web agency verticale sulla moda, Fashion Forward. Collaboro inoltre con Sonia Perrone, regista e coreografa di moda, come project manager di Cammineria, progetto legato all’organizzazione di corsi di portamento femminile.

Grazie Claudia per aver accettato il mio invito sul blog, iniziamo con la prima domanda!

1. Cosa vuol dire essere web-marketer nel mondo del fashion? Quali sono le difficoltà?

Vuol dire principalmente avere a che fare con un mondo molto complesso: si parla frequentemente di web marketing legato a molti settori, ma del fashion si parla ancora poco. Attirano molto di più l’attenzione fashion blogger e influencer che non i web marketer di settore, forse perché quelli davvero verticali sono ancora pochi. Eppure basta pensare all’enorme patrimonio di stilisti, brand e designer che il nostro Paese vanta, per non parlare di tutte le aziende medio piccole che costituiscono un fondamentale tassello della filiera produttiva, per capire che il web marketing di settore è assolutamente necessario.

Moltissime di queste aziende, specie quelle più di nicchia, sono totalmente sconosciute ai più perché focalizzate sulla produzione più che sulla comunicazione. E’ come se non fossero state “abituate” a fare comunicazione, meno che mai attraverso il web. Stesso discorso per moltissimi stilisti, specie quelli emergenti: la maggior parte crede che il web marketing sia qualcosa di totalmente estraneo al processo creativo e la maggiore difficoltà che si incontra, in molti casi, è far comprendere come, attraverso la giusta comunicazione, si possa dare ancora più valore alle loro creazioni.

I grandi brand lo hanno già capito da tempo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: molti però credono che per realizzare un lavoro di questo tipo servano necessariamente ingenti investimenti (e in parte è vero), ma anche con budget più piccoli e un ottimo lavoro di squadra si possono ottenere grandi risultati.

La difficoltà principale per un web marketer di settore dunque, ma anche la sua principale sfida, sta proprio nel cercare di comunicare alle aziende e gli stilisti l’importanza di puntare su una strategia di web marketing che li sostenga e li accompagni.

2. Come è cambiato il marketing del fashion con il digital?

Il marketing del settore fashion è cambiato molto con l’avvento del digital, ma gli elementi fondamentali che vi sono alla base sono rimasti gli stessi: lo studio del mercato di riferimento, dei competitors, del target al quale rivolgersi e le varie fasi del ciclo di vita di un prodotto moda sono rimasti elementi di studio imprescindibili ancora oggi.

Quello che è cambiato, in maniera anche sostanziale, è il canale comunicativo e di conseguenza il modo di comunicare: se prima erano le riviste di settore a veicolare la comunicazione di moda, ora sono i magazine online, i blogger e gli influencer a far arrivare al grande pubblico i vari messaggi.

Questo da una parte ha permesso alla moda di diventare molto più democratica, avvicinandola alla gente (poter commentare via social la sfilata di una grande griffe è qualcosa di impensabile fino a qualche anno fa); dall’altra però ha portato molta confusione nel settore, perché sono iniziati a spuntare da ogni parte fashion blogger & co. che a volte vanno ad impoverire il vero senso della moda, certamente non rappresentabile attraverso la semplice foto di un outfit.

L’avvento del digital gioca però un ruolo chiave nel marketing del fashion perché offre tanti strumenti attraverso i quali si può comunicare il proprio brand o le proprie collezioni: la difficoltà sta nell’individuare la giusta chiave comunicativa, rimanendo coerenti con l’immagine del proprio marchio e calibrando l’utilizzo dei social nel modo giusto. La maggior disponibilità comunicativa infatti espone anche a molti rischi: una strategia di marketing o una comunicazione errata possono danneggiare un brand, anziché favorirlo.

3. Hai fondato Fashion Forward, un’agenzia di comunicazione dedicata ai professionisti del settore della moda, ce ne vuoi parlare?

Sia io che Giovanna Vitacca, co-fondatrice di Fashion Forward, lavoriamo nella comunicazione di moda: io più sul lato content marketing e social, lei molto più sul fronte ufficio stampa e personal branding, ma entrambe abbiamo sentito l’esigenza di fare qualcosa di più per questo settore. Nell’ultimo anno, infatti, ci siamo trovate ad avere a che fare con moltissime aziende fashion, alcune molto di nicchia, e con molti designer emergenti o in fase di crescita: in molti casi abbiamo riscontrato l’esigenza di capire come comunicare nel modo giusto il proprio brand, le difficoltà di avere una visione strategica d’insieme e la necessità di avere qualcuno che li guidasse nel proprio percorso di crescita.

Da lì è nata l’idea di fondare una fashion communication agency che fosse verticale sul settore moda e rappresentasse un punto di riferimento per tutti quei designer emergenti, per le start up del settore fashion o per le piccole aziende moda che desiderano dar vita ad una strategia di comunicazione e di marketing a 360°.

Così è nata Fashion Forward che offre una serie di servizi che spaziano dal content marketing ai social media, dall’ufficio stampa alle digital pr passando per il personal branding e le attività di co-marketing. Ci sono tante realtà moda del nostro Paese che meritano di essere comunicate nel modo giusto e che invece restano nell’ombra perché non sanno materialmente come approcciarsi al web nel modo più efficace possibile: noi, attraverso Fashion Forward, vogliamo aiutarle ad emergere e a farsi conoscere come meritano.

Grazie Claudia per le tue risposte e di aver fatto chiarezza su un settore del web marketing come quello del fashion ancora poco conosciuto. Felice di averti avuta qui e aver parlato insieme a te anche della tua agenzia Fashion Forward sviluppata insieme a Giovanna Vitacca.

Qui di seguito ci sono i suoi contatti:

Blog: http://blondywitch.com

Fashion Forward: www.fashionforwardagency.it

Facebook: https://www.facebook.com/blondywitch

Twitter: https://www.twitter.com/BlondyWitch

Le interviste non sono finite e la prossima sarà dopo natale, non perderla!


Social Media Specialist, guido le piccole e medie imprese a sviluppare una presenza e distribuzione online attraverso i social media, grazie allo studio della strategia attraverso il metodo Growth Hacking.