Social Media Marketing

Come calcolare il ROI sui social media

Da quasi un anno ho iniziato il mio percorso formativo e lavorativo nel campo del social media marketing, e nel mio primo articolo vorrei parlare di un argomento che sta molto a cuore alle aziende che si rivolgono a te per migliorare la loro presenza sui social media. Il ritorno dell’investimento di un profilo aziendale.

Il ROI acronimo di (Return of Investment) non è altro che il guadagno che si ha in seguito a un investimento.

A chi non è mai capitato, quando proponi i punti su cui vorresti impostare il tuo lavoro al potenziale cliente, sentirsi dire “ma io cosa ci guadagno?” “in quanto tempo vedrò un ritorno per la mia azienda?”.

Sembra quasi che la condizione necessaria per effettuare l’investimento sia avere la certezza del guadagno immediato.

Cosa valutare nel calcolo del ROI

La risposta a queste domande non è semplice e sempre univoca. Bisogna valutare una serie di aspetti:

1.La tipologia di azienda: non si può progettare un piano editoriale standard che vada bene per ogni tipo di azienda. Un ristorante ad esempio, non può andare nella stessa direzione di un’agenzia immobiliare, tutte e due vorrebbero raggiungere il maggior numero di clienti, però le loro caratteristiche, obbiettivi di vendita e promozione variano proprio per la differenza dei servizi offerti.

2.Gli obiettivi dell’azienda: ogni azienda deve innanzitutto avere ben presente l’obiettivo che vuole raggiungere. Questo è il punto da cui si deve partire per poter organizzare al meglio il content marketing del nostro piano editoriale in modo tale da avvicinarci all’obiettivo. Anche in questo caso, bisogna fare delle differenze perché gli obiettivi variano a seconda della tipologia e della richiesta. C’è l’azienda che vuole aumentare traffico sul sito web, quella che vuole aumentare la conversione, quella che vuole aumentare la brand awareness (notorietà del brand). Non è detto che l’obiettivo di un impresa sia uno, possono essere diversi e inizialmente sarebbe meglio procedere per gradi e focalizzarsi su uno alla volta. Immaginiamo i vari obiettivi come una scala, una volta raggiunto il primo gradino si può passare a quello successivo.

3.La scelta del canale: non sempre è ovvio che per promuovere un’azienda attraverso i social sia scelto per forza Facebook rispetto a Instagram o a Twitter. Ogni canale ha le proprie caratteristiche e algoritmo diverso. Instagram si basa sulle immagini, Facebook crea un’interazione con le persone. Ognuno è differente, e per questa ragione lo saranno anche i contenuti che andremo a creare, gli orari di pubblicazione, il formato delle immagini e spesso anche il target. Nessun social però è fine a se stesso, un singolo canale non basta.   E’ la combinazione tra loro che invece può funzionare, ad esempio si può affiancare Instagram a Facebook e a Twitter, sempre tenendo presente che sono piattaforme diverse e per questo hanno bisogno di un piano editoriale differente. E’ comunque importante che la strategia di marketing non si basi esclusivamente sui social ma che ci siano altri mezzi che rimandino all’azienda. Una pagina Facebook ad esempio, si deve preferibilmente appoggiare a un sito web o blog dell’azienda stessa. Questo dà prima di tutto credibilità all’azienda perché ci fornisce informazioni più precise e dettagliate. 

Una volta chiariti questi punti di base, si deve sapere che non basta aprire una pagina aziendale per avere un guadagno immediato. Questo non si potrà vedere subito, il cliente deve conoscere, valutare e avere il tempo di scegliere prima di dare una risposta alla mission dell’azienda.

Però come facciamo a capire se stiamo andando nella giusta direzione? Se il nostro lavoro sta aiutando l’azienda ad avere il suo ritorno dell’investimento?

Valutare i dati attraverso strumenti come Google Analytics, ci può aiutare a misurare il marketing sui social media mostrandoci l’influenza che i social network hanno sulla nostra attività.

Se parliamo nello specifico di una pagina aziendale di Facebook, i dati degli insight ci aiutano a monitorare la nostra attività, a capire la copertura e interazione dei post, il numero dei like e visualizzazioni. Abbiamo anche la possibilità di scegliere il target a cui vogliamo rivolgerci e destinare la nostra offerta. La combinazione tra sponsorizzato e organico è l’investimento che nel breve e lungo periodo ci potrà dare i migliori risultati.

E’ necessario avere un budget mensile da destinare all’advertising per creare una maggiore interazione e contribuire al ritorno del guadagno e al raggiungimento degli obiettivi aziendali. 

Queste valutazioni ci aiutano a impostare il nostro lavoro affinché  l’investimento iniziale possa essere ripagato nel lungo termine. E’ comunque importante tenere sempre presente che il ROI non potrà mai essere programmato in anticipo.

Il suo valore effettivo monetario potrà essere calcolato solo dopo che l’investimento ha prodotto un risultato sia positivo che negativo.

Ora tocca a te, come calcoli il ROI sui social media? Lascia pure un commento!


Social media manager. Studio e ricerco gli argomenti per pianificare i contenuti per i social media. Laureata in Scienze della comunicazione e specializzata in comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità.

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