Crescita professionale

Eccomi qui dopo quasi 2 settimane di assenza nel blog a parlare del mio primo anno da freelance e da blogger. In realtà il blog è aperto ufficialmente da più di un anno, ma che ci scrivo seriamente è 1 anno esatto. La mia attività di freelance insieme a quella di blogging, vanno di pari passo. Come avrai potuto notare non pubblico ogni giorno, alcuni post sono stati pubblicati sulla base di una pianificazione, altri invece sono stati frutto del mio percorso online.  Sfide con i clienti, sfide con me stessa.

1 anno di esperienza da freelance

Perché questo post? Non voglio stare qui a fare un elogio di me stessa o di quanto in termini monetari e professionali mi ha cambiato la vita questa attività. Dopo averti parlato di cosa significa fare il Social Media Manager, vorrei parlare della mia esperienza e dell’approccio che ho maturato in questo anno.

Sapevo già in parte cosa significasse essere imprenditore, avendo lavorato per l’impresa di famiglia. La cosa che mi ha portato a questa scelta è stata la consapevolezza nelle mie capacità. Diventare freelance è una scelta che fa parte di un modo di essere e di operare. Essere indipendenti e boss di se stessi è una cosa che è venuta anche grazie alla mia esperienza di madre e di moglie. Lo so di questo ultimo aspetto non ne parlo quasi mai nel blog, perché non è necessario. Aver imparato a gestire una famiglia con un marito sempre fuori all’estero, mi ha permesso di maturare ancora di più, comprenderne le responsabilità e i rischi.

 

La mia mentalità nel business

All’ultimo anno di università ho iniziato a informarmi e a formarmi sul social media marketing. L’università è utile e ti dà tanto se riesci a trarne vantaggio da quello che i professori ti trasferiscono con il loro insegnamento. Il resto lo devi fare tu. Devi capire in cosa sei portato oppure no, cosa ti spinge a intraprendere un determinato percorso, sulla base delle passioni e delle capacità.

La cosa che distingue un dipendente da un imprenditore è la capacità di rischio. Capire in cosa si può investire e come investire, se ne vale la pena, e eventualmente, rischiare ancora di più. Per quanto riguarda il mio investimento da freelance, ho iniziato con un piccolo budget. L’ho impiegato a formarmi sulla piattaforma wordpress, nel blogging e nella SEO. Anche io mi avvalgo a mia volta di consulenti e formatori. Seguo webinar, dedico 2 giorni alla settimana allo studio di tool e del community management e del content marketing. Non è semplice. Ma mi piace, è come essere studenti a vita.

Ogni settimana c’è un aggiornamento nuovo, una strategia nuova da applicare, un nuovo social media da capire con target diverso rispetto ai social media già conosciuti nel panorama italiano e internazionale. Capirne le conseguenze e quale approccio può suscitare in un’impresa di piccole e medie dimensioni.

La mia mentalità al business, come ti dicevo in alto, non l’ho presa solo da mio padre. È anche frutto delle esperienza positive e negative che ho avuto nel corso del tempo. Con il tempo riesci a capire chi è più giusto per te, e chi non lo è affatto. Ci vuole tenacia, forza, e pazienza. Alcune volte sei in alto, alcune in basso. Non tutti comprendono il lavoro che svolgo, infatti quando presento il preventivo, anche se giustifico ogni compenso a cosa corrisponde, credo che rimangano un po’ di stucco. Ma questo fa parte dell’imprenditoria del mondo digital. Questo lavoro è molto competitivoAlcune volte, mi sento come gli attori quando vanno alle audizioni. Ma questa è un’altra storia. 🙂

Il mio business non è fatto solo di me e i clienti, anche di collaborazioni e fornitori. I principali fornitori di un freelance nel web sono i tool. Strumenti con cui operiamo per fare analisi e monitoraggio e gestione dell’attività di social media marketing per conto dei clienti. Ci aiutano nella strategia e quale metodologia applicare per quel tipo di impresa. Ogni impresa è diversa, applicare la stessa strategia, è come commettere un delitto.

Diventare Freelance e Blogger

Quando si diventa freelance, oltre alla capacità di rischio e all’investimento, ci vuole una buona dose di organizzazione, aggiungerei anche di innovazione. Quest’ultima riguarda la capacità di cambiamento che contraddistingue un persona da un’altra, non voglio dire che un giorno da social media manager diventerò graphic design, ma ci sarà una evoluzione, in parte già avvenuta.

Mentre per quanto riguarda la parte organizzativa, mi riferisco alla gestione dei progetti dei clienti, la gestione del tempo e la gestione della parte amministrativa. Mica finisce qua, devi pensare a come fare rete online e offline, saper fare inbound marketing, curare al meglio il personal brand. Te lo dico, perché sul web non si può essere se stessi. Devi sempre fare i conti con la percezione degli altri. E restare in equilibrio. 

È necessario avere uno sguardo al futuro. Diventi freelance e il gioco è fatto, magari. Pensa per me è stato più difficile. Ho iniziato questa attività con le mie gambe, questo vuol dire che non avevo chissà che portafoglio clienti. Con il tempo sono arrivati anche gli altri, poi l’attività di formatore. Una sfida che ho accettato con un po’ di paura, ma poi è andata bene e procede ancora.  Formare aziende, e professionisti e futuri social media manager non era nei miei progetti vicini, evidentemente doveva accadere così, e ne sono felice. Essere freelance comprende anche essere commerciali di stessi. Credo che non c’entri niente il fatto di non volersi far comandare. Il dipendente, io, non riesco proprio a farlo.

Blogging 1 anno dopo

Nel corso del tempo, inoltre, non avrei mai immaginato di diventare blogger, scrivere con il tempo è diventata una palestra. Un allenamento a cui non voglio rinunciare. Anche in questo caso rischio quando pubblico, se non mi prendo anche questo (di rischio, intendo) non potrò capire il mio target e i miei futuri clienti.

Di chi ti devi circondare

Su questo ho molto da insegnarti, non sempre è stato facile comprendere chi è giusto come collaboratore e amico in questo percorso. Con il tempo sono diventata esigente. Se abbiamo la stessa mentalità e obiettivi, va bene. Se no, non se ne fa niente. Dico questo, perché  quando presto i miei servizi ad un cliente per soddisfarlo, cerco di avvalermi di collaboratori con competenze diverse dalle mie, come: fotografo, graphic design, seo. A differenza di alcuni, non ho un’anima gemella nel business, non so se l’avrò mai. Collaboro con associazioni, centri di formazione e eventi. Pero’ non ho quella persona con cui condividere in pieno le mie esperienze. Forse sarà a causa di alcune esperienze negative, o semplicemente mi basto io. Forse l’ultima.

Riguardo a questo tema, ti metto a disposizione un video di Marco Montemagno: 7 tipologie di persone da evitare sul lavoro e nel business. Aggiungerei anche nella vita personale 🙂

Nella vita professionale e privata, un po’ tutti abbiamo incontrato questa tipologia di persone. Con il tempo ho imparato a capire chi ci vuole essere e chi no. Soprattutto a non svalutarsi economicamente. È importante capire chi abbiamo di fronte e quale linguaggio utilizzare. Una cosa che ho imparato nell’attività di famiglia avendo una clientela eterogenea, con gusti,  comportamenti diversi e con diverse fasce reddituali.

Riguardo agli altri, ai competitor, non importa vado avanti per la mia strada, a specializzarmi sempre di più in questo settore ed a competere nel modo giusto. Osservo gli altri per differenziarmi da loro, non per essere come loro.

Con il tempo voglio fare la differenza. Adesso tocca a te, sei dipendente o freelance? Come sempre ti aspetto nei commenti del blog.

 


Social Media Manager, guido le piccole e medie imprese a sviluppare una presenza e distribuzione online attraverso i social media, con tecniche di visual content marketing e studio di campagne social advertising nei maggiori social network. Laureata in Economia e Management del Turismo.

  • Simone Tonello

    Buongiorno Marina,

    al primo mese da freelance, questo post mi è sicuramente utile!

    Mettere in gioco se stessi penso sia la sfida più bella!

    • Marina Pitzoi

      Ciao Simone, mi fa piacere che l’hai trovato utile. Buon percorso anche a te! E buona libertà 🙂

  • Organizein Losangeles

    You have posted some really great stuff here. and good luck for your future blogs.

    • Thank you so much!

    • Marina Pitzoi

      Thank you so much!

  • Pingback: Personal Brand: 5 errori da evitare sui social media | Marina Pitzoi()

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