Crescita professionale

Colloquio di Lavoro? Intervista a Sabato Colella

So benissimo che questo è un blog di Web e Social Media Marketing, ma molto spesso nella search del blog ci sono delle richieste inerenti al tema lavoro. Proprio per questo, ho deciso di coinvolgere Sabato Colella, esperto in consulenza e formazione alberghiera e, ultimamente, promosso dalla Regione Campania come Esperto del mondo del Lavoro.

L’intervista verterà sul colloquio di lavoro e su come un candidato deve porsi per affrontare al meglio questa sfida.

1. Come deve porsi un candidato durante il colloquio per accedere ad un posto di lavoro?

Bella domanda, anche se ogni colloquio è una realtà a se stante, ci sono alcuni elementi che  a mio avviso sono imprescindibili. Per ciascun punto parlerei per ore, cerco di sintetizzarli il più possibile, lo faccio per il tuo bene e per i tuoi lettori, fidati ☺

Buone maniere e gentilezza.  Un grazie, prego, scusi, permesso non sono ancora andati in disuso

Atteggiamento calmo e rispettoso. Il rispetto si vede anche nel modo di parlare.

Abbigliamento adeguato per il ruolo.  Un colloquio per un albergo non è come lavorare in friggitoria, come ballerine di lap-dance o per il ruolo di finto messia.

Cura della persona e dei propri abiti. Fa molto piacere vedere candidati che nonostante la costituzione corporea, hanno cura della pulizia del corpo, delle unghie, degli abiti, dell’ordine dei capelli, giusto per fare qualche esempio

Evitate la sciatteria come la peste. C’è bisogno di aggiungere? 

Vivete il colloquio in maniera rilassata e siate sportivi. Non state in guerra e non pensatelo nemmeno lontanamente perché poi si riflette nel modo di parlare, nella posizione, nella stretta di mano e in tantissimi aspetti che rendono il colloqui a dir poco fastidioso. Si può anche non essere scelti ma date il massimo

Riconoscete le vostre capacità ma non vantatevene, avete sempre da imparare. I saccenti non piacciono a nessuno e c’è sempre da apprendere in ogni esperienza. I metodi e modi possono cambiare, aspettatelo

Siate adulti e non bambini viziati.  Essere testardi molto spesso dimostra che dovete ancora crescere

Informatevi sull’azienda e sui ruoli.  In rete le informazioni non mancano.

Educazione. Già l’ho detto per caso?

2. Qual’è il giusto comportamento online, specialmente sui social media, da adottare?

Quello che pubblichiamo dice molto sulla nostra personalità e non credete che i buoni esaminatori non vi cerchino in rete.

3. Quanto incide, durante il colloquio di lavoro, la sincerità?

La sincerità deve esserci, è un prerequisito fondamentale ma non deve essere uno scudo per la cattiva educazione.

Facciamo un esempio, se  in fase lavorativa o di colloquio si usa un linguaggio sferzante o denigratorio nei confronti di un’ azienda con cui si è lavorato, in questo caso non è sincerità, ma  cattiva educazione. In sostanza un esaminatore potrebbe ragionare: “ se questa persona ha denigrato un’azienda che per un periodo l’ha fatto lavorare, chi ci assicura che non lo farà anche con l’azienda presso le quali verrà assunto qualora qualche scelta non è in linea con il suo punto di vista?”

4. Quali tipi di conoscenze, secondo te, deve avere un candidato?

Indiscutibilmente quelle pratiche e in linea con il lavoro per il quale si candida. Ma molto spesso le doti umani fanno la differenza. Non deve essere visto come un favoritismo, ma come un merito.

Hai presente quando vai in pizzeria e ordini una margherita? A parità di ingredienti, spesso quello che fa la differenza è l’impasto della pizza.

Gli ingredienti rappresentano le capacità tecnico-pratiche, ma l’impasto rappresenta le capacità umane.

Sempre l’esempio della pizza ci svela una realtà che possa piacerci o meno:  ciascun esaminatore ha una sua sensibilità e un proprio “gusto” per così dire. Ovviamente non si può piacere a tutti, ma se si è di impasto buono con i giusti elementi allora sicuramente il tempo ci farà apprezzare dall’esaminatore che sa apprezzare la qualità.

Qui mi dilungo un po’, perdonami Marina, ma si fa spesso l’errore di dire “io sono così” oppure  “chi mi vuole mi deve apprezzare per come sono”. Con tutta sincerità questi ragionamenti sono sciocchi e tipici di chi è “testardo” e nulla di più. Anche se è vero che non si può piacere a tutti, è altrettanto vero che ad ogni colloquio andato male si può lavorare su come migliorarsi. E’ possibile che avevamo usato troppo “olio sulla pizza” ?

Anche io ho avuto anni in cui feci diversi colloqui senza risultato. Era tra il 2007-08  ed era un periodo dove avevo proprio “bisogno di lavorare” , era un periodaccio che riassumerei con il titolo: “come fare 1000 colloqui e non essere mai assunto”, addirittura facevo 2-3 colloqui al giorno.  E’ vero che alcuni colloqui erano a dir poco osceni da come erano strutturati, ma con il senno di poi e l’esperienza che ho adesso devo dire che anche io non ero da meno. Il segreto sta nel sapersi migliorare ad ogni fallimento .

4. Gli esperti di Human Resources come fanno a capire che quel candidato è ideale al posto di lavoro?

Ci sono diversi tipi di test,tecnico-pratici e psico-attitudinali tra i quali ci sono le prove da stress. Alcune aziende più grandi assumono esperti psicologi per esaminare il linguaggio del corpo e le capacità di interazione.

Nel nostro paese  però sono poche le aziende grandi che possono permettersi personale di HR percui spesso il manager (certe volte affiancato da persone di fiducia e di competenze) , ma che sia un’azienda con HR o un proprietario o un manager i primi 10 secondi di un colloquio sono decisivi. Il mio decalogo  si basa su questi aspetti che vengono esaminati in pochi secondi dal nostro cervello.

Conclusioni.

Vorrei concludere questa interessante intervista sul colloquio di lavoro con Sabato Colella, aggiungendo un particolare sull’atteggiamento da adottare sui social media, punto da non trascurare. Fate molta attenzione a chi confermate la richiesta di amicizia e sul vostro comportamento online quando siete dipendenti o collaboratori di una azienda, in quanto sui social media, da Facebook a Twitter, da Instagram a Google Plus, è tutto tracciabile. Se fate foto con amici in particolari occasioni (feste, festini e quant’altro), il mio consiglio è quello di evitare il post con la condivisione del pubblico (quindi dentro e fuori da Facebook), inoltre, per garantirvi ancora di più la privacy evitate di accettare la richiesta di amicizia del vostro titolare o capo, in quanto non è un vostro amico. Con il vostro superiore potete collegarvi attraverso LinkedInDirei che è un buon compromesso!

Inoltre se volete utilizzare Facebook come risorsa personale, privata. Potete scoraggiare il motore di ricerca a trovare il vostro account Facebook, come? Andare sulla barra in alto a destra, cliccare su impostazioni, poi impostazioni sulla privacy e strumenti. Nella sezione: chi può cercarmi? Potete decidere se attivare l’opzione che permette ai motori di ricerca (come Googledi rilevare il link che porta al vostro account Facebook.

Bene! Ringrazio Sabato per la sua disponibilità e il contributo che ha fornito per questa intervista.

Come sempre vi aspetto nei commenti per parlare delle vostre opinioni al riguardo.


Social Media Manager, guido le piccole e medie imprese a sviluppare una presenza e distribuzione online attraverso i social media, con tecniche di visual content marketing e studio di campagne social advertising nei maggiori social network. Laureata in Economia e Management del Turismo.

  • Debora

    Davvero un ottimo articolo. Come si può contattare lo scrittore?

    • Marina Pitzoi

      Ciao Debora, grazie per aver lasciato un commento. Puoi contattare Sabato Colella sul suo blog oggiturismo.com

  • Saverio Francesco Valeri

    Ho seguito recentemente un corso con il prof. Colella e questo articolo scritto da lui merita davvero. Bella anche la precisazione non pensavo che Facebook influisse così tanto.
    Complimenti a Marina Pitzoi e al Maestro.
    Fatelo girare

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